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Giorgio La Pira: la profezia della pace

Ripartono le conferenze de I mercoledì del museo. La rassegna dell’autunno 2023, realizzata all’interno del progetto memoria.memorie, ripercorre quattro figure dell’impegno sociale dei cattolici. Figure di grande ispirazione per leggere e orientare le sfide del presente. A inaugurare la rassegna ci raggiungerà Claudio Turrini, profondo conoscitore del pensiero e dell’azione di Giorgio La Pira. Turrini porterà al museo l’impegno per la pace di La Pira e l’attualità del suo lascito.

Claudio Turrini e Giovanni Spinoso  hanno dedicato molti anni alla ricerca su Giorgio La Pira. Il loro impegno ha dato ordine cronologico e raccontato I capitoli di una vita di La Pira basandosi su una minuziosa ricerca e pubblicando un’ampia documentazione inedita. La pubblicazione contiene poi i quaderni-diario concessi dalla Fondazione La Pira a Spinoso e Turrini; un prezioso riscontro documentale che ha consentito di verificare date, nomi, e contatti. Il lavoro monumentale di Turrini e Spinoso è un dono che permette di comprendere meglio l’impegno per la costruzione della pace attraverso il disarmo e il dialogo tra i popoli.

Per riservare il tuo posto in presenza al museo compila questo form: https://forms.gle/SsCisqcQYmGuKWGC9

Streaming a cura di Simone Silvagni.

Qui di seguito lo stralcio di un’intervista di Davide Imeneo (Avvenire di Calabria) a Claudio Turrini.

Qual è il messaggio di La Pira alla politica di oggi?

Rispondo con le parole stesse di La Pira in un articolo pubblicato il 3 agosto 1944 su Il Quotidiano: «Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa ‘brutta’! No: l’impegno politico – cioè l’impegno diretto alla costruzione cristianamente ispirata della società in tutti i suoi ordinamenti ‘a cominciare dall’economico’ – è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve potere convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera, di meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità». Occorre però precisare che per La Pira una società cristianamente ispirata è anche una società pienamente umana. Perché se è vero – come è vero – che Cristo è Risorto e che attrae tutto a sé, allora il fiume della storia umana – nonostante le anse e i ritardi che gli uomini possono produrre – va inevitabilmente verso di Lui. È una storia che coinvolge tutti gli uomini, nessuno escluso, anche se di fedi e di culture diverse, anche se atei.

Secondo te quali aspetti della testimonianza di La Pira possono essere utili ai cattolici di oggi che si interrogano su come interessarsi al bene comune e magari a come perseguire un impegno in politica?

Quando si riferiva alla sua azione politica La Pira citava sempre la parabola del Samaritano. Il vero politico deve fare come il samaritano: piegarsi sulle ferite dell’umanità e fare tutto il possibile per curarle. Perché al momento del giudizio finale, che riguarderà ogni essere umano, saremo giudicati solo per aver dato da mangiare agli affamati, un lavoro o un tetto a chi ne è privo, per aver visitato malati e carcerati. E ciascuno ne risponderà a seconda della sua funzione sociale. Ricorro ancora alle parole di La Pira: «Quando il Signore, amico mio, ti chiamerà… ‘Lei, signor La Pira, lei che cosa ha fatto?’. Io gli devo rispondere: di quando ero studente, secondo quel che ero da studente; di quando fui professore, secondo quel che fui da professore. È sempre in relazione a quel metro. Prendo il metro e misuro […]: devo rispondere sempre sì a certe domande».

Claudio Turrini, nato a Greve in Chianti nel 1957, è laureato in Filosofia ed è giornalista professionista dal 1990. Già direttore di Toscana Oggi, settimanale cattolico delle diocesi toscane, è stato segretario nazionale della Federazione Italiana Settimanali Diocesani nel triennio 1998-2001. Si occupa da molti anni di formazione e innovazione tecnologica.

 

La rassegna NOVECENTO è realizzata grazie al sostegno di