C’era una volta un vecchio edificio della nettezza urbana. Erano gli anni ’40 e a Bologna alcuni quartieri erano rassegnati alla miseria. Via Piana in quegli anni era proprio al centro di questo concentrato di povertà e desolazione.

Lì Padre Marella sceglie di dedicarsi agli ultimi e ai piccoli senza speranza. E così, per portare pane e Vangelo ai poveri, trasforma la casupola della nettezza urbana in una chiesa: la Cattedrale dei Poveri. Recupera una vecchia bifora e la appone sulla casetta, chiama a raccolta i poveri abitanti e per loro celebra ogni mattina la Messa, cui fa seguire delle offerte, in un offertorio a parti rovesciate.

L’edificio è rimasto abbandonato e pericolante per decenni, finché ha potuto prendere vita dopo anni di trattative: finalmente si poteva ricostruire quell’edificio da cui tutto è partito, trasformarlo in una memoria di Padre Marella e della città di Bologna. Si è evitato di perdere per sempre un luogo cruciale e simbolico.

In quel posto, dopo lunghi mesi di lavori di ricostruzione a cura dell’Opera di Padre Marella, ha preso vita il Museo Olinto Marella. Un museo che vuole far immergere i visitatori nella complessità di Padre Marella, che vuole guidarli in un’esperienza totalizzante e intima nella vita del Beato e in quella dei suoi ragazzi.

E’ un museo che fa conoscere Marella in modo non didascalico ma appassionante, struggente, anche ironico, restituendo a Padre Marella la complessità e la profondità di una persona che è stata sacerdote, figlio, padre, testimone e simbolo di coscienza e carità radicale e intelligente.

INFO

L’edificio è stato ristrutturato su precisa volontà (caparbia e infinitamente perseverante!) di padre Gabriele Digani quale omaggio al Beato.
Il progetto di ristrutturazione e i lavori sono stati seguiti dal geometra Giovanni Gianico.
Il progetto artistico museale è stato realizzato da Claudia D’Eramo.
Gli allestimenti museali multimediali sono opera di auroraMeccanica.